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PAC, DREI: “È IL MOMENTO DI CAMBIARE PARADIGMA: L’UE PUNTI SULLE FILIERE PER RAFFORZARE LA COMPETITIVITÀ”

“La gestione del rischio deve diventare una priorità europea: senza strumenti efficaci di protezione del reddito agricolo sarà sempre più difficile garantire stabilità economica alle imprese”. Intervento del presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei al convegno ‘Verso la Pac 2028-2034’

 

Roma, 12 giugno 2026 – “La futura Politica Agricola Comune non può limitarsi a sostenere le singole aziende agricole: la competitività si costruisce lungo tutta la filiera. Per questo chiediamo all’Europa un cambio di paradigma che riconosca il ruolo strategico che rivestono le cooperative nell’aggregazione, nell’innovazione e nella valorizzazione delle produzioni”. Lo ha detto il Presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Raffaele Drei intervenendo al convegno Verso la PAC 2028–2034: prospettive e priorità per l’agricoltura italiana ed europea, che si è svolto all’Ufficio del Parlamento europeo a Roma.

“Anche in un eventuale nuovo assetto del bilancio europeo – ha proseguito il Presidente – è necessario che le risorse destinate all’agricoltura restino adeguate, certe e dedicate. La PAC non è una voce di spesa come le altre, ma una politica fondamentale per la sicurezza alimentare, la coesione economica e la competitività dell’Europa”. Drei ha quindi ribadito la forte contrarietà di Confcooperative “a qualsiasi ipotesi di cofinanziamento nazionale della PAC. Una politica agricola realmente comune – ha spiegato – deve garantire condizioni uniformi tra gli Stati membri, evitando disparità competitive che penalizzerebbero imprese e territori”.

In merito alla ripartizione dei fondi, il presidente Drei ha ricordato come in questi anni le Organizzazioni Comuni di Mercato abbiano dimostrato di funzionare, rafforzando le filiere e rendendole più competitive. “Indebolire gli strumenti settoriali o renderli facoltativi sarebbe pertanto un grave errore: significherebbe mettere a rischio investimenti, innovazione e capacità organizzativa”.

Infine, il presidente di Confcooperative Agroalimentare e Pesca ha presentato altre due istanze: in primo luogo l’auspicio che “le misure a sostegno della trasformazione agroalimentare continuino a rientrare pienamente nella PAC. Separarle dalle risorse agricole – ha spiegato – significherebbe indebolire la competitività delle filiere e costringere il settore a competere con altri comparti per risorse essenziali”.

Infine, la gestione del rischio, che “deve diventare una vera priorità europea, perché senza strumenti efficaci di protezione del reddito agricolo sarà sempre più difficile garantire stabilità economica alle imprese. Di fronte a eventi climatici sempre più estremi e alla crescente volatilità dei mercati, servono strumenti più efficaci, semplici e accessibili. Assicurazioni private, strumenti nazionali come Agricat e fondi europei dedicati devono essere integrati e fornire una piena copertura dai rischi che esulano dalle possibilità gestionali della singola impresa. In tale ambito, auspichiamo vengano valorizzati i fondi mutualistici, che si basano su un principio che appartiene al DNA della cooperazione: la solidarietà tra imprese”.

Fonte: Confcooperative

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